Salvador Dalì, La persistenza della memoria, 1931.

2 maggio 2009 at 07:51 (Rappresentazioni artistiche del concetto di tempo)

Salvador Dalì dipinge la deformazione spazio-tempo che deriva dalle nuove teorie relativistiche nel quadro “La persistenza della memoria”, inizialmente intitolato “Gli orologi molli”.

Dalì dipinge tre orologi che si liquefanno: uno è sospeso ad un albero, per ricordare che la durata di un evento può essere dilatata nella memoria; un altro, con una mosca su di sé, suggerisce che l’oggetto della memoria è una qualche specie di carogna, che imputridisce nella stessa maniera in cui si liquefa; il terzo orologio deformato si avvolge a spirale intorno a un’ibrida forma embrionale, simbolo del modo in cui la vita distorce la forma geometrica e la forma matematica del tempo meccanico. L’unico orologio non liquefatto è coperto da formiche, che sembrano divorarlo mentre esso divora il tempo delle nostre vite.

Sullo sfondo l’assolato paesaggio di Port Lligat, la cui durezza è in contrasto con la “mollezza” degli orologi.

Gli orologi deformati simboleggiano la necessità di una ridefinizione del tempo. Dalì appare fortemente influenzato sia dalla fisica relativistica di Einstein che dalla filosofia di Bergson e in quest’opera ne dà una sua interpretazione artistica. L’orologio è infatti lo strumento che permette di misurare il tempo nella vita di tutti i giorni. Attraverso la deformazione dell’orologio, la cui forma sembra adattarsi alle superfici su cui viene posta, Dalì fa riconsiderare all’osservatore la dimensione del tempo, della memoria, del sogno e del desiderio, nelle quali il prima e il dopo si confondono e lo scorrere del tempo sembra variare con la percezione soggettiva.S.Dalì


Permalink Lascia un commento

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.