Memoria e memoria

4 Maggio 2009 at 19:47 (Montale, Ungaretti)

Confronta l’àncora ungarettiana e le immagini relative alla memoria disgregatrice di Montale (es. forbice; …)


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Memoria frastagliata

4 Maggio 2009 at 19:46 (Montale)

Cosa comporta per Montale la mancanza di una memoria comune?


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Il varco

4 Maggio 2009 at 19:45 (Montale)

In che modo il “varco” del v.19 della poesia “La casa dei doganieri” è connesso con il concetto di tempo?


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La casa dei doganieri

4 Maggio 2009 at 19:44 (Montale)

Confronta La casa dei doganieri di Montale con il carme I,11 di Orazio, cercando, in particolar modo, di evidenziare se le due coincidenze formali (calcolo dei dadi (v 9 )…. temptaris numeros di Orazio; tu non ricordi (v.1)… tu ne quaesiris di Orazio) corrispondono e sottintendono anche un’uguaglianza tematica.


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Memoria come àncora di salvezza

4 Maggio 2009 at 19:43 (Ungaretti)

Cosa intendeva Ungaretti quando affermava che “ La memoria pareva invece a me indicasse come unica àncora di salvezza solo il canto”. Secondo te il messaggio di Ungaretti può essere accostato al messaggio del Carme III, 30 di Orazio, in cui il poeta sostiene di “aver eretto un monumento più duraturo del bronzo”?


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Memoria versus eternità della morte

4 Maggio 2009 at 19:41 (Ungaretti)

In che senso, per Ungaretti, “la memoria si accampa quale unico segno vivo, e vivificante, nel tempo eterno della morte”?


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Il potere della memoria

4 Maggio 2009 at 19:39 (Ungaretti)

Cosa intendeva Ungaretti quando, commemorando nel 1938 Gabriele D’Annunzio, affermava che: “Il vero è posto nella profondità del tempo, è affidato alla possibilità che ha la memoria di abolire la morte”


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Tempo, fuggitivo tremito

4 Maggio 2009 at 19:38 (Ungaretti)

Commentare il seguente verso di Ungaretti “Tempo, fuggitivo tremito” e di mettilo in relazione con quanto già appreso.


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Il Sentimento del tempo

3 Maggio 2009 at 19:42 (Ungaretti)

Ripensando a quanto detto oggi in classe, commenta la seguente affermazione di Ungaretti: «la parabola dell’anno e quella del giorno sono forse eterne figure dell’armonia universale, mentre l’uomo non è che un punto fra due infiniti oblii. Il silenzio della tomba è uguale a quello di prima della culla. È l’eternità. Ma l’uomo in vita, non s’affanna che a volere, invano, percorrer da vivo, cosciente, colla sua intatta persona, la sua patria silenziosa, l’eternità. Ho voluto dire che l’uomo, creatura, fatto temporale, si porta, morendo, con sé il mondo, il quale con lui era nato, cresciuto, con lui era giunto, quando ci arriva, all’apice della salita, e poi, appiè del declivio». 


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La vita fugge

2 Maggio 2009 at 07:19 (Lorenzo De' Medici, Petrarca, Seneca)

Confronta l’epistola 11, analizzata oggi in classe e contenuta nel libro XVI delle Familiares di Petrarca, con il sonetto CCLXXII “La vita fugge e non s’arresta una hora, / e la morte vien dietro a gran giornate” di Petrarca o con il ritornello della Canzona di Bacco di Lorenzo de’Medici “Chi vuol essere lieto, sia/ di doman non c’è certezza”.


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